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LETTERA AL MIO CORPO


“Caro corpo, eccomi qui. Dopo tanti anni, finalmente ho il coraggio di notarti, di riconoscere che ci sei, che hai uno spazio. Ho il coraggio di sedermi accanto a te, di parlarti e sfiorarti. Non è stato facile lasciare andare l’idea che avevo di te: ti sentivo inadeguato ma forte. Ti ho messo perennemente alla prova, ti ho controllato ed accusato ma, ora capisco che i miei problemi erano altri…

Voglio partire da qui. Ci stai? Proviamo a conoscerci di nuovo, a darci una nuova possibilità. Se guarderemo nella stessa direzione sono sicura che andremo lontano, insieme…”

Leggendo le parole di V. (iniziale di fantasia) mi sono commossa. Ha iniziato la nostra terapia chiedendomi di non nominare il suo corpo che percepiva come distaccato da lei. A distanza di tempo, scrivergli rappresenta per lei un nuovo inizio. Un inizio condiviso, con quel corpo tanto odiato ma che ora accoglie come suo compagno di squadra.

Riuscire a scrivere una lettera al proprio corpo è un passo importante in terapia. E’ uno strumento che adatto alla persona che ho difronte ed al lavoro svolto insieme. La consegna può subire variazioni. Può essere un punto di partenza, può aprire a nuovi ed inediti scenari. Mi piace pensare che NON sia un punto di arrivo poiché la nostra persona, nella sua interezza, è in continua evoluzione.

“Se guarderemo nella stessa direzione, sono sicura che andremo lontano, insieme…”.

Grazie a V. e grazie a tutte le persone che, come lei, si stanno impegnando per vedersi nella propria interezza, come complici anziché come nemici del proprio corpo.

 

#pilloledicura