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UN INSIEME DI CIBI SANI FA UN'ALIMENTAZIONE SANA?

 

   Le informazioni che ci giungono quotidianamente da mass media e social network in merito ai cibi ed alle bevande presenti sul mercato, potenzialmente letali per la nostra salute, non fanno altro che alimentare in noi terrore e confusione. Infatti, a credere a quanto si legge, ci sono alimenti ben precisi che ci fanno ingrassare ed ammalare soltanto guardandoli. Dall’altro ne esistono altri esaltati come “supercibi” ed “elisir di lunga vita”, in grado di prevenire e risolvere qualsiasi tipo di problema.

 

  Tutto ciò crea una contrapposizione, sempre più marcata, tra cibi buoni (da consumare in piena libertà) e cibi cattivi (da eliminare, da bandire da ogni tavola).

 

  Questo atteggiamento può portarci ad una pericolosa deriva ovvero convincerci che, mangiare un insieme di cibi buoni e “sani” non possa farci che bene, indipendentemente dalle quantità consumate e dal nostro stile di vita.

 

  Ad esempio, se i biscotti non contengono olio di palma allora li posso mangiare quotidianamente. Se bevo vino biodinamico sto tranquillo perchè non contiene glifosato, dimenticando l’impatto dell’alcol sulla nostra salute. Se evito la carne allora vivrò a lungo.

 

  Da un punto di vista psicologico, si amplifica un atteggiamento paranoide verso i cibi “cattivi”, che alimenta sensi di colpa e di frustrazione nelle persone per consumi, anche occasionali, fa nascere paure che possono portare a scelte alimentari estreme (digiuni riparatori, diete restrittive, abuso di integratori, di pasti sostitutivi, di lassativi naturali), in grado di rimediare al supposto danno causato.   Da non sottovalutare la nascita, e rapida diffusione, di nuove forme di patologia alimentare, quali l’Ortoressia (ossessione per il cibo sano) e la Vigoressia (ossessione per il proprio fisico che dev’essere curato con eccessiva attività sportiva e seguendo una dieta iper-proteica).

 

NUTRIRSI e MANGIARE non sono la stessa cosa: “nutrire” significa fornire al nostro organismo le sostanze necessarie alla sua sopravvivenza; “mangiare” contempla anche la sfera sociale, affettiva, emotiva, connessa all’assunzione dei nutrienti. Mangiare, da attività necessaria ma piacevole e gratificante, non può trasformarsi in un momento di stress che va ad aggiungersi alle mille pressioni che ogni giorno subiamo!

 

Alla base di una sana alimentazione dev’esserci l’attenzione alla quantità e alla varietà dei cibi consumati. Ogni alimento si porta dietro i suoi aspetti positivi e negativi. Non esistono cibi esclusivamente buoni e cibi esclusivamente cattivi. Se il mio regime alimentare è vario, se prevede una presenza costante ed equilibrata di carboidrati, proteine (animali e vegetali), lipidi, vitamine, sali minerali, acqua, allora avrò già fatto molto di quanto possibile per ridurre problemi e futuri rischi alla mia salute. Anche le fibre, se consumate in quantità eccessive, possono provocare un malassorbimento dei nutrienti e condurci a carenze nutrizionali! La qualità dei prodotti, pur essendo un fattore importante, conta poco se il consumo di un determinato prodotto è esagerato.

 

Cerchiamo di costruire abitudini alimentari basate sulla cura di quantità, varietà ed equilibrio.

 

Quando avremo sistemato questi aspetti allora potremo e dovremo preoccuparci anche della qualità di ogni singolo alimento che consumiamo.

 

Prima di cercare cause esterne al nostro modo di rapportarci al cibo e di alimentarci, cerchiamo di sistemare le basi del nostro stile di vita. Iniziamo ponendo in modo attento le fondamenta della nostra casa e, probabilmente, avremo risultati migliori e duraturi, con minor stress e fatica.

 

                                                                                        Dott.ssa Pamela Tassetti