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L'ANSIA: NEMICA O AMICA?

Il termine ANSIA deriva dal latino anxus e significa "stretto". L'ansia è una condizione psico-fisica caratterizzata da un'alterazione fisiologica dell'organismo (aumento della sudorazione e della temperatura corporea, tachicardia, costrizione al petto, respiro affannato, vertigini) che crea rigidità, tensione, agitazione in chi la prova. A differenza della paura, l'ansia non è collegata ad un evento presente, percepito come pericoloso nel qui ed ora ma nasce dall'anticipazione (o immaginazione) di eventi futuri. Si tratta,quindi, di una risposta di allerta immotivata rispetto alla reale pericolosità dell'evento. Essa si può manifestare in diverse forme: da uno stato di tensione fisico-psichica all'attacco di panico; da un disturbo ossessivo-compulsivo alla fobia.

E’ importante sottolineare che l’ansia, così come la paura, è un’emozione di per sé sana, universale ed evolutiva in quanto preserva la sopravvivenza dell’individuo; diventa patologica nel momento in cui si tramuta in pensiero ossessivo ed invalidante all’interno della vita quotidiana del soggetto (in questo caso si parla di Disturbo d’ansia).

Al pari della depressione, l’ansia è un disturbo sempre più diffuso nella nostra società: nel mondo più di 250 milioni di persone ne soffrono ( cui circa 8 milioni in Italia) con una prevalenza nella popolazione femminile e, sempre più, tra i giovani.

Sul piano psicologico, l’ansia comporta: eccessiva preoccupazione, difficoltà di concentrazione, irritabilità, senso di confusione, pensiero ossessivo ed intrusivo, tendenza a negativizzare in modo generalizzato, disturbi del sonno.

La persona non consapevole delle proprie risorse interiori da attivare per gestirla, spesso adotta strategie disfunzionali (ad esempio ricorre frequentemente a psicofarmaci, si abbuffa – o al contrario si rifiuta di mangiare, si chiude in se stessa e non chiede aiuto).

 

Ma quali significati nasconde il sintomo ansioso? Perché compare in una fase precisa della vita della persona? Quale messaggio vuole comunicare?

 

A livello psicosomatico l’ansia rappresenta lo sfogo di accumuli energetici di differente natura (sessuale, fisica, creativa, spirituale) che la persona non si permette di manifestare. In altri termini l’ansia può essere definita come la gioia che il soggetto non si permette di provare. I miei pazienti riportano spesso in seduta queste affermazioni: “Non riesco a dire la mia”, “Vivo dietro una maschera…non sono me stesso”, “Vorrei dire di no e fare a modo mio”.

Le pressioni da parte della nostra società che ci vuole tutti “realizzati” e perfettamente integrati, le identificazioni con modelli esterni, gli obblighi, la scarsa autostima e il non seguire la propria strada possono far scatenare l’ansia come un allarme del fatto che qualcosa non sta andando nel verso giusto e che quindi occorre porvi rimedio. Come spesso ribadisco ai miei pazienti:”Il pensiero confonde, le emozioni chiariscono ed è bene ascoltarle”.

Il lavoro terapeutico che svolgo in questi casi è molto articolato e parte con l’aiutare la persona a mettersi in ascolto di ciò che il sintomo ansioso vuole comunicarle. L’ansia, il panico non sono nemici da combattere ma sono l’espressione più profonda e sana del soggetto (il corpo reagisce ad un’eccessiva rigidità e razionalità). Essi compaiono per scuotere chi crede di non dovere o potere cambiare nulla della propria vita.

 

Accettare l’ansia e, più in generale, la propria sofferenza, mettendosi in ascolto è un primo passo necessario per farla sparire e per non alimentarla.

@pilloledicura

Dott.ssa Pamela Tassetti