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LA FAME NERVOSA

@pilloledicura

La giornata lavorativa è stata lunga e pesante e, appena arrivi a casa, ti viene una voglia esagerata di aprire la scatola di biscotti che avevi comprato il giorno prima. Ed inizi a mangiare un biscotto, poi due, poi…arrivi a finire la scatola senza accorgertene!

 Questo è solo uno dei tanti esempi della fame nervosa, un disagio alimentare che porta le persone a mangiare in maniera vorace e compulsiva, oltre il proprio senso di sazietà. Infatti, questo desiderio di cibo non parte dallo stomaco ma è connesso a particolari emozioni che la persona fatica a gestire, poiché le vive come negative. Il cibo diventa il mezzo più semplice ed a portata di mano per cercare di placarle in modo apparentemente immediato.

 E’ per questo motivo che la fame nervosa è chiamata anche Emotional eating.

  QUALI EMOZIONI SONO CONNESSE ALLA FAME NERVOSA?

 Le principali sono: tristezza, ansia e paura, solitudine, rabbia.

 Non tutte le persone riconoscono ed accettano queste emozioni. In questi casi lo Psicologo alimentare aiuta la persona a trovare strategie, mentali e comportamentali, più salutari per affrontarle e gestirle.

  MA QUESTA FAME COLPISCE TUTTI?

 Ebbene sì. Sia le persone in sovrappeso che quelle normopeso mangiano, di tanto in tanto, per cause emotive.

 QUALI CIBI PREDILIGE CHI HA ATTACCHI DI FAME NERVOSA?

 Questi attacchi di fame improvvisi, che richiedono di essere immediatamente soddisfatti, portano la persona a buttarsi su cibi dolci o salati o un mix di questi (mai provato pane con nutella e patatine?).

 A livello psicologico teorie recenti sostengono che, chi predilige cibi dolci, cerca di colmare un vuoto affettivo e relazionale mentre chi predilige quelli salati ha un desiderio inconscio di affermare la sua parte più maschile, di potere e di autorità. Personalmente ritengo che ogni teoria debba essere calata e adattata alla storia personale e familiare della persona che ci si trova difronte. Non è producente fare di tutta l’erba un fascio!

 Occorre, però, escludere che ci sia una reale carenza nutrizionale che spinge la persona a ricercare cibi dolci (per riequilibrare gli zuccheri nel sangue, soprattutto quando c’è una carenza di carboidrati nella dieta) o salati (carenza di iodio, zinco, sodio, acidi grassi essenziali, acqua).

  COME AFFRONTARLA?

 Accettare di avere una difficoltà e chiedere aiuto è il primo passo che la persona può fare.

 Lo Psicologo alimentare aiuterà a riflettere su significati e funzioni attribuite all’atto di alimentarsi, blocchi mentali e comportamentali, gestione delle emozioni, prevenzione delle ricadute. Si daranno alla persona gli strumenti per trovare strategie nuove e personali per acquisire un rapporto più equilibrato e sano con il cibo e con sé. Personalmente, trovo efficace affrontare la fame nervosa sia con percorsi individuali che attraverso gruppi terapeutici. 

 Dott.ssa Pamela Tassetti